Conosciamo meglio i premiati del XXI Premio Fair Play Menarini, Niccolò Campriani

NiccolòCamprianiSarà un po' come tornare a casa per Niccolò Campriani. Il campione olimpico nato 30 anni fa a Firenze è da sempre molto legato alla terra aretina, sua seconda casa.
E' lo stesso Campriani ad ammetterlo nel video che ha realizzato proprio in occasione del XXI Premio Fair Play Menarini.

"Ci saranno tanti atleti internazionali premiati - spiega Campriani - a Castiglion Fiorentino sarò di casa non solo per coordinate geografiche ma perchè ho particolarmente a cuore questo premio, i valori di etica e fair play".

Niccolò Campriani è tiratore italiano nella specialità del tiro a segno, vincitore di tre medaglie d'oro e una d'argento alle Olimpiadi.
Fidanzato con la tiratrice Petra Zublasing.
Laureato alla West Virginia University in Ingegneria, ha frequentato un Master in Inghilterra. È stato il padre Giuseppe, aretino del Casentinese, a trasmettergli la passione. per ingegneria. Dopo aver partecipato a PECHINO 2008, ottenendo come miglior risultato un 12o posto nella specialità Carabina 10 metri, vince la medaglia d'oro agli Europei 2009. Nel 2010 vince la medaglia d'oro ai Mondiali nella specialità Carabina 10 metri, riuscendo così anche a qualificarsi per i Londra 2012. È stato anche il primo italiano, nella storia del tiro a segno, a vincere un titolo mondiale individuale. Nella stessa competizione conquista anche una medaglia di bronzo nella prova a squadre nella stessa specialità.

Conquista l'argento a Londra 2012 nella Carabina 10 metri e pochi giorni dopo conquista l'oro nella finale della Carabina 50 metri tre posizioni.
L'8 agosto 2016 diventa campione olimpico nella carabina 10 metri aria compressa, con record olimpico. Sei giorni più tardi vince il secondo oro di fila nella carabina 50 metri da 3 posizioni.
Il 31 marzo 2017 annuncia il ritiro ufficiale dall'attività agonistica. Ha scritto "Ricordati di dimenticare la paura".
"Eppure a Pechino 2008 mentre sta per conquistare l’oro, scopre un avversario subdolo e in realtà di tanti: l’ultimo colpo. Manca il bersaglio per 3,34 millimetri, cioè lo spessore di due monetine da un centesimo. Precipita in un buco nero che lo svuota e gli fa dubitare di tutte le scelte. Nicco è in fuga da sé, lascia Sesto Fiorentino e si iscrive a un campus americano. In 4 anni studia intensamente ingegneria, si allena in posti improbabili e si laurea da “cervello in fuga”. Parla con campioni ed ex, lo aiutano a scoprire che fra il mirino e il bersaglio ci sono aria, distanza e paura: di fallire, e anche di deludere se stessi. Tanti atleti stranieri – racconta – studiano psicologia dello sport, io ho frequentato 6 corsi..."

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