Conosciamo meglio i premiati del XXI Premio Fair Play Menarini, Fabio Pisacane

Pisacane FP2017Pisacane ha iniziato la sua carriera calcistica quando viene tesserato a 14 anni nelle file del Genoa, debuttando in prima squadra nel corso della stagione 2004/2005.

Tuttavia, negli anni precedenti si è scoperto affetto della sindrome di Guillain-Barré, che lo porta da un giorno all'altro alla paralisi, al coma e poi infine a una lenta ripresa. Gioca in varie squadre come Ravenna, Cremonese, Lanciano.
Il Chievo lo acquista nel 2008 girandolo al Lumezzane dove risulta essere uno dei migliori dell'intero campionato. La stagione seguente all’Ancona in Serie B, ma questa è una stagione sfortunata a causa di un brutto infortunio al menisco che lo condiziona fisicamente. A fine torneo il club fallisce.
Quindi alla Ternana dove diventa in breve un punto fermo della squadra e un beniamino dei tifosi, risultando uno dei protagonisti della promozione in Serie B e diventa anche capitano. Quindi dall’Avellino dove gioca due stagioni e dopo acquistato dal Cagliari , dove esordisce subito e conquista la promozione in Serie A Debutta nella massima serie a 30 anni contro il Crotone, dove a fine partita suscita grande attenzione dai media e dai giornalisti per la sua "favola calcistica". Il 29 dicembre seguente, per via della sua vicenda umana, il quotidiano britannico The Guardian lo premia come «calciatore dell'anno».
Durante la stagione 2010/2011 il D.S. del Ravenna gli offre denaro per far vincere il Ravenna, ma rifiuta e denuncia il fatto. A seguito della sua denuncia il nome di Pisacane – insieme a quello del collega Simone Farina autore dello stesso gesto – è balzato improvvisamente alla ribalta. Nonostante egli abbia dichiarato di non sentirsi un eroe, la città di Terni nel 2012 gli ha consegnato il "Thyrus d'oro" come riconoscimento alla sua lealtà sportiva.
Inoltre la FIFA gli ha conferito la nomina di Ambasciatore e il CT Prandelli lo ha invitato con Farina al raduno della Nazionale in vista di Euro 2012.
Presenta la sua biografia nel volume “NON BISOGNA MOLLARE MAI”.
"Ricevo messaggi dagli ospedali, non mi sento ancora un giocatore di A. Nascere poveri non vuol dire essere delinquenti” Il libro viene presentato nelle scuole e nei quartieri difficili di mezza Italia.
"Ho lasciato dopo la terza media, non reggevo e non capivo quanto contasse studiare: ragazzi, non lasciate mai la scuola".

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Gli sportivi di alto livello hanno una responsabilità che va ben oltre il fare onore alla maglia che indossano, al club o alla nazione che rappresentano.
Agli occhi dei giovani essi incarnano lo spirito, l’essenza stessa dello sport

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