Conosciamo meglio i premiati del XXI Premio Fair Play Menarini, Nicole Orlando

Nicole ORLANDOAtleta paralimpica italiana. Tesserata per la società di ginnastica La Marmora - Team Ability Biella. Una famiglia che ha sempre creduto in lei e che l’ha spronata in ogni campo, a scuola e in palestra. E un motto, che è anche diventato il titolo del libro che Nicole Orlando ha scritto con la giornalista sportiva Alessia Cruciani: Vietato dire che non ce la faccio.

Affetta dalla sindrome di down, nasce e vive a Biella, un fratello maggiore di quattro anni, e poi una sorella minore. Dopo l’iniziale disorientamento dei genitori quando alla nascita ricevono la diagnosi, si rivolgono subito a un’ associazione che aiuta chi deve affrontare una vita controvento con figli. Perché così Nicole definisce la sua condizione: semplicemente dover fare un po’ di fatica in più per andare “controvento”. Fatica che è però anche entusiasmo, allegria, voglia di vivere, di lanciarsi in continue nuove imprese. Così a scuola, affiancata dalle insegnanti di sostegno, sta al passo con gli altri ragazzi, con un piano di studio personalizzato che prevede che comunque segua tutte le materie e che si iscriva addirittura al liceo, anche se con la matematica non riesce proprio ad andare d’accordo.

Ma è dallo sport che arrivano le maggiori soddisfazioni: va in piscina, gioca a ping pong, a golf, fa danza, ginnastica, basket e atletica. Con il nuoto e con l’atletica arrivano anche le gare e le medaglie, all’interno della Fisdir, Federazione Italiana Sport Disabilità Intellettiva e Relazionale.

Fino a conquistare nel 2015 ai mondiali di atletica del Sudafrica per atleti con sindrome di Down quattro medaglie d’oro e una d’argento ed essere menzionata nel discorso di fine anno la presidente della Repubblica Mattarella come un esempio di volontà e tenacia. Le cinque medaglie conquistate in Sudafrica hanno avuto per lei un sapore dolceamaro: al suo fianco ci sarebbe dovuta essere la nonna, ma è scomparsa all’improvviso, alla quale ha dedicato le sue vittorie.

Ma non è soltanto un’atleta: fa parte di un gruppo teatrale e recita in un musical in cui interpreta una ragazza con la sindrome di Down che lotta per superare i pregiudizi. Nicole, inoltre, ha partecipato ai Trisome Games: le prime olimpiadi per atleti con la sindrome di Down che si sono svolte a Firenze nel 2016.
Arrivano gli inviti alle trasmissioni televisive, e la proposta di partecipare a Ballando con le stelle, lo show per mezzo del quale entra nelle case di tutti gli italiani, e si fa valere per l’agilità, la grazia e la simpatia, arrivando addirittura in finale e contribuendo a rompere il tabù che vede i ragazzi come lei relegati a ruoli marginali nella vita. 

Mission

Gli sportivi di alto livello hanno una responsabilità che va ben oltre il fare onore alla maglia che indossano, al club o alla nazione che rappresentano.
Agli occhi dei giovani essi incarnano lo spirito, l’essenza stessa dello sport

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