Giovanni Trapattoni: premiato per la categoria "Una vita per lo sport"

4 Giovanni TrapattoniConosciamo meglio i protagonisti della XXIIesima edizione del Premio Internazionale Fair Play Menarini.

Giovanni Trapattoni (Cusano Milanino 17 marzo 1939), è un ex allenatore di calcio e calciatore italiano diruolo centrocampista.. Noto col diminutivo di Trap e definito da Salvatore Lo Presti il tecnico più rappresentativo del calcio italiano del secondo dopoguerra, è uno dei teorici e massimi interpreti della Zona mista, schema tattico che coniuga le caratteristiche di catenaccio e calcio totale. E’ l'allenatore italiano più vittorioso a livello di club nonché uno dei più titolati al mondo avendo conquistato i campionati di lega in Italia (un record di sette), Germania, Portogallo e Austria (uno a testa) per un totale di dieci titoli nazionali, facendone uno dei cinque allenatori capaci di vincere almeno un torneo nazionale di prima divisione in quattro paesi diversi, oltre a sette titoli ufficiali a livello internazionale che ne fanno il sesto allenatore al mondo col maggior numero di trofei conquistati in tale categoria. Ispirato da Nereo Rocco, che l'allenò in tre periodi diversi durante la sua quindicennale carriera agonistica al Milan, nella professione di allenatore si distinse sia per la sua conoscenza strategica superiore sia per la meticolosità nei dettagli, nell'abilità nella lettura delle partite e nell'utilizzo dei cambi nonché per le notevoli abilità motivazionali verso i suoi giocatori.

Ottenne la maggior parte di questi allori con la Juventus, squadra che guidò ininterrottamente in un primo periodo dal 1976 al 1986, e successivamente dal 1991 al 1994, costituendo il ciclo più duraturo nella storia del calcio professionistico italiano e riuscendo a inanellare sei campionati di Serie A e due Coppe Italia, diventando al contempo il primo allenatore nella storia ad aver vinto le tre principali competizioni per club organizzate dalla UEFA con la stessa squadra e, in seguito, tutte le manifestazioni allora gestite dalla confederazione, un'impresa mairiuscita prima nel calcio europeo. È inoltre uno dei pochi sportivi ad aver vinto la Coppa dei Campioni, la Coppa delle Coppe e la Coppa Intercontinentale sia da giocatore che da allenatore vantando, infine, il primato di affermazioni in Coppa UEFA (3). Commissario Tecnico della Nazionale Italiana dal 2000 al 2004, fu successivamente CT della Nazionale Irlandese dal 2008 al 2013, con cui sfiorò la qualificazione a Mondiali del 2010 disputato in Sudafrica al termine di una polemica sfida contro la Francia,riuscendo in seguito a qualificarla due anni dopo agli Europei 2012. Nel 2007 fu inserito dal quotidiano britannico TIMES in una lista dei cinquanta migliori allenatori della storia del calcio e, sei anni più tardi, dall’emittente televisiva statunitense ESPN nella speciale classifica dei venti più grandi allenatori. Infine, fu introdotto nella Hall of Fame del calcio italiano nella categoria allenatore italiano nel 2012. Nel settembre 2015 esce il suo libroNon dire gatto scritto con Bruno Longhi. Allenatore europeo dell'anno de la presse sportive (UEPS)nel 1985 e 1991. Seminatore d’Oro nel 1976/77 e 1985. Il 23 ottobre 2010 è stato scelto dalla Santa Sede per guidare la Selezione di calcio della Città del Vaticano sotto il nome di Clericus Top. Una sua abitudine da allenatore era quella di bagnare il campo con dell’acqua santa prima delle partite.

È stato votato perl’elezione del Presidente della Repubblica del 2013. È citato nella canzone della Nazionale di calcio irlandese, che fa così: «Noi abbiamo il nostro Trap, il gatto è nel sacco» e poi «noi siamo una parte dell’esercito del Trap» . Quando l’Irlanda era in difficoltà economiche, decise di tagliarsi lo stipendio assieme a tutto il suo staff (risparmiando 160 mila euro). Sempre da allenatore della Nazionale irlandese, ha fatto un pellegrinaggio sul Croagh Patrick, montagna sacra a San Patrizio, per un voto fatto nel caso si fossero qualificati per Euro 2012 (cosa che è avvenuta): «Mi seguirono in tremila. C’era anche il primo ministro» «Quello che conta è lavorare divertendosi. Io mi alzo presto, guardo le partite, studio situazioni e avversari e quando serve faccio anche il giardiniere a casa. Non per risparmiare, ma perché mi sento giovane e perché dobbiamo essere sempre attivi».

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Gli sportivi di alto livello hanno una responsabilità che va ben oltre il fare onore alla maglia che indossano, al club o alla nazione che rappresentano.
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