Marco Maria Dolfin: premiato per la categoria Lo sport oltre lo sport

2 Marco Maria DolfinConosciamo meglio i protagonisti della XXIIesima edizione del Premio Internazionale Fair Play Menarini.

Marco Maria Dolfin nasce a Torino il 6 agosto 1981. E’ un chirurgo ortopedico di 36 anni. Lavora all'ospedale San Giovanni Bosco di Torino ed è conosciuto da tutti come il medico che non si arrende mai. Neanche quando, da un giorno all'altro, gli hanno detto che non avrebbe più potuto camminare. Una paralisi alle gambe lo ha costretto su una sedia a rotelle dopo un incidente in moto, appena trentenne.

"Non sono un eroe. Non ringrazio l'incidente perché mi ha dato altre possibilità. Quello che ora non posso più fare, mi manca". "Quella mattina stavo andando in ospedale. Dovevo iniziare il turno di lì a poco. Ero indeciso se prendere la macchina o la moto. Non ho fatto la scelta migliore". Era l'11 ottobre del 2011. Una curva, a trecento metri dall'ospedale, un'auto che gira all'improvviso, al volante c'è una signorina un po' distratta. E poi il buio. Da quel giorno, Dolfin non si è più rialzato con le sue gambe. "Sono uno con la testa dura. Quella, dopo l'incidente, è rimasta la stessa, come dice sempre mia moglie". Scherza Dolfin e a tratti sorride, ma la sua voce non nasconde un velo dirassegnazione. "La mia nuova vita? Mi metto il cuore in pace e in qualche modo me la faccio andare bene". Ma, nonostante le difficoltà, Dolfin non ha mai voluto rinunciare al suo lavoro. Così, per continuare a operare, si è fatto costruire un esoscheletro, una sorta di carrozzina elettronica verticalizzabile che lo tiene in piedi davanti al tavolo operatorio. Con un joystick che Dolfin muove con il gomito, mentre le mani operano.
"Il mio obiettivo era tornare in sala operatoria in piedi, dovevo solo capire come".

Perché per Dolfin la chirurgia è una passione. Grazie all’amore peril suo lavoro e perlo sport, infatti, durante la riabilitazione presso l’Unità Spinale di Torino, si avvicina al mondo paralimpico: inizia a giocare a tennistavolo e, poco dopo, rimettendo piede in acqua, ritrova la sua passione per il Nuoto Paralimpico. Così, nella primavera del 2013, si tessera con la FINP, Federazione Italiana Nuoto Paralimpico, e comincia a fare le sue prime gare, nella specialità Rana, categoria SB5. Nel 2016 le soddisfazioni continuano: prima i Campionati Assoluti Invernali FINP a Reggio Emilia dove Marco Dolfin migliora il suo Record Italiano nei 100 mt rana, con 1’40”89 e la scalata all’8° posto del Ranking Internazionale; poi la seconda convocazione con la squadra azzurra per gli Europei di Funchal, in Portogallo: medaglia di bronzo e Record Italiano nella sua specialità, i 100 mtrana. Una carriera, quella “dell’atleta dei record”, alla quale non poteva mancare la qualificazione alle Paralimpiadi di Rio 2016. “Non arrendersi mai “ Come gli hanno insegnato i suoi modelli: l'ex pilota di Formula Uno, Alex Zanardi, e il nuotatore Federico Morlacchi, medaglia d'oro nei 200 metri misti, con cui ha anche gareggiato alle Paralimpiadi di Rio2016.

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