MASSIMO BONINI VINCE IL PREMIO NELLA CATEGORIA “FAIR PLAY”

BONINI MassimoConosciamo meglio i protagonisti della XXV edizione del Premio Internazionale Fair Play - Menarini.

Massimo Bonini (nato il 13 ottobre 1959 a San Marino) è un dirigente sportivo, allenatore di calcio ed ex calciatore di ruolo centrocampista. Il suo nome è indissolubilmente legato a quello della Juventus dove milita per 8 stagioni disputando 192 partite e vincendo tre scudetti e una Coppa Italia. Attuale direttore tecnico della Federazione Sammarinese Giuoco Calcio, è ancora uno degli unici atleti di San Marino, insieme a Manuel Poggiali, ad aver vinto un titolo mondiale tanto da essere ritenuto lo sportivo più rappresentativo del paese in virtù del livello internazionale della sua carriera calcistica. A lui spetta il riconoscimento nella categoria “Fair Play”.

 Cresciuto nel settore giovanile della Juvenes della Città di San Marino, Massimo Bonini debutta con la Juventus in serie A nel 1981: impiegato nel ruolo di mediano, diventa subito uno dei pilastri della formazione bianconera allenata da Giovanni Trapattoni, il quale lo affianca a centrocampisti del calibro di Marco Tardelli e Michel Platini. Proprio il Trap lo fa esordire in massima serie contro la sua ex squadra il 13 settembre 1981 e, dopo soli tre giorni, lo guida nell’esordio in Coppa dei Campioni. La sua prima stagione a Torino si conclude con la conquista del suo primo scudetto, quello della seconda stella per la società juventina. Nel corso dell’annata seguente, il sammarinese conquista definitivamente, ma non senza polemiche, un posto da titolare a scapito del capitano bianconero Giuseppe Furino e, al termine della stagione 1982/1983 gli viene conferito il Trofeo Bravo, riconoscimento all’epoca destinato al miglior U24 d’Europa. Nell’arco delle otto stagioni trascorse nel club piemontese, Bonini vince tutti i trofei della sua carriera (tre titoli di campione d'Italia, una Coppa Italia, una Coppa delle Coppe, una Supercoppa UEFA, una Coppa dei Campioni e una Coppa Intercontinentale), ad eccezione della Coppa UEFA, all’interno della quale raggiunge i quarti di finale, nella stagione 1990/1991, come capitano del Bologna.

Centrocampista di contenimento e sostegno, Bonini si è sempre distinto per la sua grande resistenza fisica, caratteristica che gli ha fatto guadagnare anche il soprannome di “Maratoneta”, e per le sue notevoli abilità nel contrasto, nel recupero palla e nelle ripartenze. Ritenuto uno dei protagonisti dei successi della Juventus della prima metà degli anni Ottanta, ha svolto un ruolo decisivo, soprattutto, nell’economia di gioco di Platini per conto del quale, durante le partite, si occupava di conquistare palloni in ogni zona del campo per poi recapitarli sulla trequarti, mettendoli a disposizione del fantasista francese: compiti da stacanovista tuttofare che, agli occhi degli addetti ai lavori, lo hanno immortalato come “i polmoni di Platini”. Lo stesso Bonini ha, più volte, dichiarato: “Mi piaceva giocare mediano perché non ero al centro dell’attenzione, bensì del gioco. Dovevo correre tanto e bene e, a me, veniva tutto semplice”.

Nell'ottobre 1988, dopo 296 gare ufficiali (192 di campionato) coi bianconeri, Bonini si trasferisce al Bologna, tornato in serie A. La squadra ottiene la salvezza al termine della stagione e lì il sammarinese resta per quattro anni mettendo a referto 112 partite e 5 gol. Chiusa la parentesi professionista, Bonini fa ritorno in patria per vestire la maglia della Juvenes, società che lo aveva lanciato, e poi del San Marino. Inizialmente integrato nella Nazionale Italiana U21, Bonini entra, infatti, a far parte della Nazionale Sammarinese durante i primi sei anni di attività della rappresentativa del Titano, disputando un totale di 19 incontri. Dal 2 giugno 1996 al 10 settembre 1997, Bonini assume l'incarico di selezionatore della Nazionale di San Marino, guidandola durante le qualificazioni ai Mondiali del 1998. Nello stesso anno siede sulla panchina della Primavera del Cesena, che allena per due stagioni prima di entrare nello staff tecnico del settore giovanile cesenate in veste di direttore tecnico. A dicembre del 2002 vola a Detroit, dove assume la guida della formazione calcistica della Oakland University, mentre il 28 febbraio 2017 viene nominato direttore tecnico della Federazione Sammarinese Giuoco Calcio.

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